Ultimo aggiornamento 29/04/2025
Nuove regole per l’avaria delle comunicazioni radio: dal 1° maggio 2025 cambiano le procedure RCF
L’ENAC pubblica le nuove istruzioni operative in caso di perdita del contatto radio: ecco cosa cambia per i piloti in VFR.
L’avaria delle comunicazioni radio (RCF – Radio Communication Failure) rappresenta una situazione delicata per ogni pilota e per l’ente ATS (Air Traffic Services) responsabile del controllo. Quando un aeromobile non risponde più, il controllore del traffico non è in grado di sapere se si tratti di una semplice avaria o di una situazione d’emergenza più grave, tale da richiedere l’attivazione immediata del servizio di allarme e soccorso (alerting service). Allo stesso tempo, il pilota perde il canale più importante per ricevere istruzioni, informazioni meteo aggiornate e autorizzazioni fondamentali per la prosecuzione sicura del volo
Durante il corso per il conseguimento della licenza PPL (Private Pilot Licence) o LAPL (Light Aircraft Pilot Licence), l’allievo apprende, tra le altre competenze, anche le modalità corrette di comunicazione con gli enti di controllo del traffico aereo. Anche i piloti VDS (Volo da Diporto o Sportivo) che desiderano ottenere l’abilitazione al VDS avanzato devono necessariamente acquisire familiarità con la terminologia ICAO e le corrette fraseologia e procedure radio.
Negli ultimi anni, la dinamica della condotta di un volo, anche se in condizioni VFR (Visual Flight Rules), è diventata sempre più complessa a causa dell’incremento del traffico aereo generale e commerciale. In questo contesto, una conoscenza approfondita delle procedure di comunicazione e delle regole dell’aria è diventata assolutamente indispensabile per tutti i piloti, a prescindere dalla tipologia di licenza posseduta.
Come spunto per questa spiegazione, utilizzeremo una domanda estratta dalla banca dati dei quiz PPL, per chiarire e analizzare in modo pratico cosa prevede la nuova regolamentazione europea sulle radio avarie, in vigore a partire dal 1° maggio 2025.
Domanda quiz PPL – Regolamentazione Aeronautica:
Quali azioni dovranno essere intraprese da un aeromobile in radio avaria in caso di condizioni di volo VMC?
Risposta corretta:
Dirottare verso l’aeroporto idoneo più vicino, informando tempestivamente l’ente ATS a atterraggio effettuato. In caso di disponibilità dell’apparato transponder, dovrà essere attivato il codice 7600.
Sebbene a prima vista possa sembrare che con l’introduzione della nuova normativa non vi siano grandi differenze operative, in realtà è importante comprendere con precisione come dovrà comportarsi un pilota in volo VFR in caso di radio avaria a partire dal 1° maggio 2025, alla luce delle modifiche introdotte dal nuovo regolamento SERA.
Cosa prevede la normativa aggiornata in volo VFR
A partire dal 1° maggio 2025, ENAC ha aggiornato la normativa nazionale recependo le disposizioni contenute nei regolamenti europei SERA.8035 e SERA.14083, armonizzando così le procedure in caso di avaria radio per i voli VFR su tutto il territorio europeo.
Comunicazioni alternative: anche il cellulare è ammesso
Il regolamento SERA.14083 stabilisce che, in caso di perdita delle comunicazioni radio, l’equipaggio di condotta deve tentare di ristabilire il contatto sul canale precedentemente utilizzato. Se ciò non è possibile, dovrà provare su altri canali specifici per la rotta. Se anche questi tentativi falliscono, il pilota deve:
- provare a contattare l’ente ATS competente;
- eventualmente tentare comunicazioni con altri enti ATS o altri aeromobili;
- utilizzare qualsiasi mezzo disponibile, tra cui: data link, comunicazioni vocali satellitari, telefonia mobile.
Questo aspetto è particolarmente rilevante per i piloti VFR, che spesso volano su velivoli dotati di una sola radio: diventa quindi fondamentale pianificare il volo annotando i numeri telefonici degli enti ATS lungo la rotta, in modo da avere un canale di contatto di riserva in caso di avaria radio.
Uso obbligatorio del transponder in caso di radio avaria
Un altro punto importante introdotto dalla normativa è l’obbligo, in caso di perdita delle comunicazioni terra-bordo-terra, di impostare il transponder sul Codice 7600 in modalità A. Se il velivolo è dotato di trasmettitore ADS-B, dovrà essere configurato per indicare l’interruzione delle comunicazioni.
Questo permette ai controllori radar di identificare rapidamente l’aeromobile con radio avaria e monitorarne la posizione, migliorando la gestione del traffico e la sicurezza operativa.
Comportamento del pilota in volo VFR
Il regolamento chiarisce infine che, se il volo si svolge in condizioni meteorologiche VMC, il pilota deve:
- Continuare a volare mantenendo le VMC;
- Dirottare verso l’aeroporto idoneo più vicino;
- Atterrare in sicurezza;
- Comunicare con il mezzo più rapido possibile il proprio arrivo all’ente ATS competente.
Questa procedura, sebbene simile alla precedente, ora viene esplicitata e rafforzata nella forma, con particolare attenzione alla tracciabilità delle azioni del pilota e all’uso di tutti i mezzi tecnologici disponibili.
Cosa significa impostare il transponder su “Modo A, codice 7600”?
Molti piloti, specialmente nel volo VFR o tra i VDS, conoscono il transponder solo superficialmente. Tuttavia, saperlo utilizzare correttamente è fondamentale in caso di emergenza, e oggi ancora di più, con l’introduzione dei requisiti legati all’ADS-B.
I diversi modi del transponder:
- Modo A (Alpha): trasmette il solo codice squawk (es. 7600 in caso di avaria radio);
- Modo C (Charlie): trasmette codice squawk più altitudine pressione, cioè quella letta dal sistema altimetrico dell’aeromobile (essenziale per la separazione verticale);
- Modo S (Sierra): trasmette informazioni più complete, tra cui altitudine, identità dell’aeromobile, callsign, rotta, velocità ed è compatibile con l’ADS-B.
Cos’è l’ADS-B?
ADS-B (Automatic Dependent Surveillance – Broadcast) è un sistema che consente all’aeromobile di trasmettere continuamente la propria posizione, velocità e altri dati alle stazioni di terra e ad altri aeromobili dotati dello stesso sistema. Non si tratta di un radar, ma di una sorveglianza cooperativa, molto più precisa.
ADS-B trasmette automaticamente una serie di dati all’ATC (e ad altri aeromobili), tra cui anche l’identificativo dell’aeromobile, che di solito corrisponde proprio alle marche (cioè la “targa” ufficiale dell’aereo).
Per essere più precisi:
- L’identificativo trasmesso è quello registrato nell’apparato transponder e viene chiamato Aircraft Identification.
Di solito coincide con le marche di registrazione dell’aereo (esempio: I-ABCD in Italia, N12345 negli USA, G-ABCD in UK).
In alternativa, in alcuni casi può essere il Flight ID (tipo il callsign di una compagnia aerea, es: RYR1234 per Ryanair), ma negli aerei privati è praticamente sempre il numero di registrazione.
Obbligo di transponder: chi è esonerato?
Negli spazi aerei controllati (classe A,B,C, D, E), tutti gli aeromobili devono essere dotati di transponder, preferibilmente Modo C o S e preferibilmente con ADS-B Out.
Sono esonerati solo:
- Gli ultraleggeri non avanzati (VDS basici),
- Quando volano esclusivamente in spazio aereo di classe G,
- E fuori dalle zone soggette a sorveglianza radar o controllo ATS.
Tutti gli altri, inclusi i VDS avanzati, devono essere dotati di transponder se intendono operare negli spazi aerei controllati.
Cosa si intende per “data link”?
Nel testo normativo viene menzionata la possibilità di tentare il contatto anche via data link, ovvero tramite sistemi digitali di comunicazione integrati (tipici degli aerei IFR moderni), come:
- ACARS (Aircraft Communications Addressing and Reporting System),
- CPDLC (Controller Pilot Data Link Communications).
Ovviamente questi non sono presenti sui velivoli da turismo o scuola, ma la normativa prevede anche l’uso di comunicazioni vocali satellitari o di un semplice telefono cellulare, motivo per cui diventa fondamentale pianificare il volo annotando i numeri di telefono degli enti ATS lungo la rotta, nel caso si renda necessario contattarli manualmente.
Aggiornamento dei quiz PPL
Come hai potuto vedere, la domanda che abbiamo analizzato potrebbe subire una leggera modifica per allinearsi alla nuova normativa: infatti, sarà corretto indicare non solo l’atterraggio all’aeroporto idoneo più vicino, ma anche la selezione del codice 7600 sul transponder in Modo A.
Inoltre, se in futuro incontrerai una domanda che fa riferimento all’utilizzo della telefonia mobile in caso di avaria radio, ora sai che questa opzione è effettivamente prevista.
Ricorda: i quiz PPL sono in continuo aggiornamento.
Molte piattaforme e libri non sono aggiornati e spesso propongono esercitazioni datate o imprecise.
Diffida di chi ti vende “aria fritta”: ricordati sempre che imparare le risposte a memoria non è il modo corretto per ottenere una licenza di volo e superare un esame teorico.
La vera soluzione è comprendere a fondo i concetti e studiare con strumenti affidabili.
Esempio, a questo link troverai una selezione di domande utili per l’esame di fonia in lingua inglese.
Sono ottime per esercitarti, ma è giusto che tu sappia che nessuna delle domande sarà identica a quelle che troverai all’esame ufficiale: contrariamente a quello che ti promettono molti altri siti, noi preferiamo essere trasparenti.
Noi puntiamo a farti diventare un pilota, non un pappagallo.
Un pappagallo può ripetere. Un pilota deve capire!











